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Rapallo, una meraviglia tra mare e colline

Le origini di Rapallo si perdono nella nebbia della storia più antica, ma sappiamo che fu città di riferimento dell’intero Golfo. Portofino (Portus Delphinis) svolgeva il ruolo di porto per antonomasia, come all’epoca degli antichi romani che lo avevano inserito nei propri portolani.

Quello di Rapallo è un territorio che seppe, da sempre, trarre il meglio dal mare e dalle colline: marinai e contadini rappresentavano due mondi estremamente diversi, ma altrettanto simili nel loro dipendere da Madre Natura.
Questo attaccamento alla terra, manifestato dai chilometri di muretti a secco nelle fasce che si snodano lungo tutte le pendici dei monti, ha permesso il tramandarsi di ricette agroalimentari semplici e allo stesso tempo particolari, uniche per i loro sapori: erbe da usare in cucina o per insaporire formaggi; olive per un olio profumato particolarmente denso; innumerevoli varietà di frutti per marmellate e confetture che caratterizzano i dolci locali.

Nelle descrizioni del Sei e Settecento Rapallo veniva descritta come vallata ricca di agrumi, mele e fichi. Nelle case di campagna, negli orti appena al di fuori del borgo, non mancava mai una mucca o una pecora. Olio e sale i principali prodotti commerciati, così come i pizzi al tombolo realizzati dalle donne e il corallo, pescato sul fondo del mare, qui, in Corsica o in Sardegna dagli intrepidi corallari.
Nel suo essere stato così a lungo e così profondamente vissuto, il territorio è stato gradualmente adattato alle necessità dell’uomo e così, dopo una lunga parentesi di ingiusto abbandono, oggi offre innumerevoli  opportunità di svago: sentieri terrestri per escursioni a piedi, in bici, o a cavallo di varia lunghezza e difficoltà che si estendono tra Camogli e Sestri Levante nell’ambiente del Parco di Portofino; percorsi in mare per uscite in canoa, barca a vela o a motore, snorkeling o immersioni ai margini dell’Area Marina Protetta più suggestiva al mondo; gite in auto per provare l’ebbrezza di passare dal filo del mare ai 1700 m del Monte Penna in poco più di un’ora; sport di ogni genere, all’aria aperta o al coperto, per ogni stagione dell’anno.
Non per niente il promontorio di Portofino e il Tigullio sono stati meta prediletta dei viaggiatori dell’Ottocento e dei turisti del primo Novecento, tra i quali gli Inglesi che qui portarono, complici le aristocratiche famiglie genovesi, la passione per lo sport, la buona cucina, il relax. Il tutto in un contesto paesaggistico meraviglioso: l’abbazia di San Fruttuoso, la Cervara, punta Chiappa, il Santuario di N. S. Montallegro e quello di N. S. di Caravaggio, Sant’Ambrogio e San Pantaleo.

Infine, tra i più antichi gioielli della storia rapallese troviamo il Lazzaretto di Bana (secolo XV) e il Monastero di Valle Christi (secolo XIII), situati in zona San Massimo, una delle nove frazioni che compongono Rapallo. In zona san Massimo si trova anche l’Azienda Agricola Dolce Fiorita, che ha ricreato, in questo ambiente particolarmente favorevole per offrire al visitatore il meglio di quanto Madre Natura abbia creato, una realtà agreste poco dissimile da quelle che anticamente punteggiavano le nostre colline.

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