Un evento rivolto a tutto il pubblico sensibile e interessato alla natura e alla conoscenza delle realtà produttive del latte e formaggio.

info@caseificiagricoli.it

Seguiteci:

Open Day: verso il turismo del formaggio

Il turismo enogastronomico è ormai un tipo di turismo ben affermato ed è suddiviso in diverse sottocategorie, in base ai prodotti attorno ai quali si centra il movimento turistico. Qual è il ruolo del formaggio in questo contesto?

Negli ultimi anni il turismo rurale sta riscuotendo un notevole successo grazie a una maggiore sensibilizzazione del turista verso il rispetto dell’ambiente e l’educazione al cibo; attività come fattorie didattiche, esperienze enogastronomiche autentiche e all’aria aperta offerte dagli agriturismi sono sempre più apprezzate dai visitatori.

Il turismo enogastronomico ha registrato un aumento di interesse del 48% in un anno, le esperienze culinarie sono presenti nelle vacanze di tutte le tipologie di turisti, anche e soprattutto dei Millennials. I dati indicano, rispetto al 2017, un sostanziale aumento del numero di italiani che ha partecipato a attività enogastronomiche. Gli incrementi maggiori si riscontrano per le esperienze culinarie nei ristoranti e bar storici (+16%), eventi legati al cibo (+16%), il mangiare piatti tipici in un ristorante del luogo (+15%), le visite in aziende agricole e vitivinicole (+15%). A seguire i mercati (+13%) e i ristoranti etnici (+12%).

Per quanto riguarda l’aspetto economico, i dati forniti dall’Osservatorio Nazionale del Turismo presentano un quadro particolarmente positivo per questo tipo di turismo: in termini di spesa pro-capite, un viaggiatore straniero che nel 2017 ha scelto l’Italia per una vacanza motivata dalle eccellenze enogastronomiche ha speso, in media, € 149,9 al giorno. Inferiore il budget medio per le altre tipologie di vacanza: vacanza culturale € 128,7, vacanza sportiva € 122,9, vacanza in montagna €109,3, vacanza verde/agriturismo € 103,9, vacanza al mare € 90,2, vacanza al lago € 85,2.

Tra i turisti enogastronomici, l’88% vede come esperienza preferita “mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale”, l’82% “visitare un mercato con prodotti del territorio”, il 72% “visitare un ristorante o bar storico”, il 70% “comprare cibo da un food truck”, il 67% “partecipare ad un evento legato al cibo”. L’Open Day rientra negli eventi legati al cibo e nei mercati con prodotti del territorio. Tuttavia, anche la prima opzione può rappresentare parte dell’Open Day in quanto nelle aziende agricole si possono fare delle degustazioni. Questo quadro costituisce un’ottima occasione per un moderno rilancio del prodotto caseario a km 0, punto di forza della produzione italiana ed europea, caratteristico dell’ambiente e della cultura del vecchio continente.

Nonostante le diverse esperienze proposte dal settore, permane una domanda inespressa di esperienze a tema che indica l’esistenza di un mercato potenziale ancora da soddisfare. Tra questi, troviamo i viaggi enogastronomici di più giorni organizzati da un’agenzia, quelli presenti sono perlopiù a tema vino. Tuttavia, il sito www.cheesejourneys.com propone dei veri e propri viaggi organizzati che ruotano intorno al formaggio. Le mete sono Vermont, Inghilterra, Olanda, Svizzera, Francia, Nord Italia. I viaggi prevedono diverse attività divise per giorni, si visitano musei del cibo, aziende, vigneti, mercati, ecc…

In generale, su diversi portali turistici si parla di Vie del Formaggio ed è spesso possibile trovare la descrizione di diversi prodotti di eccellenza del settore lattiero caseario. A tal proposito, bisogna sottolineare il fatto che nello scenario dell’enogastronomia italiana la maggior parte dei produttori di prodotti di eccellenza (DOP e IGP) sono quelli del settore Formaggi (26.491 su 80.189, 33% del totale), cui seguono i settori Oli extravergine di oliva (21.959, 27,4%) e Ortofrutticoli e cereali (18.746, 23,4%).

Considerando quanto detto, al momento non si può ancora parlare di un turismo caseario o del formaggio affermato: spesso nelle categorizzazioni il formaggio compare nel settore del cibo o viene associato al miele. Il vino in primis e anche l’olio hanno un turismo proprio, mentre il formaggio è sicuramente riconosciuto come parte essenziale del turismo enogastronomico ma non ci sono molti portali dedicati a questo tipo di turismo.

Dunque, cosa rappresenta l’Open Day? Un’occasione per le imprese, per le agenzie turistiche, per le aziende del macroambiente nel quale sono collocate le aziende agricole. L’Open Day è un evento turistico a tutti gli effetti, oltre che educativo e gastronomico: la comunità può visitare le aziende agricole locali, conoscere le fasi di lavorazione dei prodotti caseari, vivere un’esperienza sensoriale unica, degustare i prodotti, scoprire le storie dei casari, interagire col territorio, scoprire una rete.

Inoltre, l’evento, che potremmo considerare un festival del formaggio, potrebbe essere il punto attorno al quale predisporre dei viaggi organizzati. Si potrebbe quindi iniziare a delineare chi sono i turisti del formaggio, come può essere sviluppato al meglio il turismo caseario, quali servizi devono essere offerti e quali partnership devono essere create. Nei viaggi enogastronomici di più giorni organizzati da un’agenzia, il gap tra desiderio e fruizione è del 36%, ciò significa che le aspettative dei consumatori non sono soddisfatte, compito degli operatori turistici e di quelli del settore enogastronomico è capire quali sono le ragioni di tale insoddisfazione.

Nonostante i gap presentati e l’evidente assenza di una consapevolezza collettiva dell’importanza che i prodotti caseari possono rivestire anche nell’ambito turistico, l’Open Day dei Caseifici Agricoli rappresenta un passo in avanti verso una rivoluzione turistica centrata sul riconoscimento di un turismo caseario, strettamente legato al territorio naturale, ai piccoli borghi, alle tradizioni.

   

   

Melanie Sara Palermo

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.