Un evento rivolto a tutto il pubblico sensibile e interessato alla natura e alla conoscenza delle realtà produttive del latte e formaggio.

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Lo sviluppo sostenibile promosso dall’Open Day

Il Professor Alessio Cavicchi, ricercatore, consulente agroalimentare e Professore Associato di Marketing Agroalimentare e Agribusiness presso l’Università degli Studi di Macerata, sottolinea alcuni punti di forza dell’iniziativa Open Day, in particolare la sua importanza per i consumatori e per le aziende e il fatto che rappresenti un ottimo esempio di collaborazione tra attori locali.

L’Open Day e i consumatori

L’evento rientra nel turismo sostenibile, responsabile e verde, che negli ultimi anni è in continua crescita, come testimoniano dati e statistiche a livello nazionale e mondiale. È un’occasione per sperimentare nuovi cibi, cibi locali, cibi legati alla tradizione.  Tuttavia, per poter vivere pienamente l’esperienza di un viaggio è importante sperimentare, assaggiare il cibo, fare quell’atto di consumo insieme alla comunità locale. È per questo motivo che l’evento dei Caseifici Agricoli rappresenta un’occasione unica che lo contraddistingue dal turismo enogastronomico standard e costituisce, per le famiglie, una grandissima occasione di dialogo con i propri bambini su cose importantissime come l’alimentazione, la sostenibilità, l’ambiente, la vita nelle aree rurali.

Inoltre, Caseifici Agricoli Open Day promuove il turismo sostenibile  e un certo tipo di agricoltura e dialogo intorno al cibo, aspetti che si intrecciano fortemente con i 17 obiettivi sullo sviluppo sostenibile di Agenda 2030, tra i quali quelli relativi al cambiamento climatico e ai grandi cambiamenti per le generazioni presenti e per quelle future.

L’Open Day e le aziende

Il lavoro che viene fatto nell’accoglienza nelle giornate dell’Open Day, ma che può essere riproposto durante tutto l’anno, ha a che fare con tutte e quattro le grandi dimensioni dell’economia dell’esperienza: l’educazione (dei bambini ma anche degli adulti); l’intrattenimento, grazie alle attività che permettono alla famiglia o ai turisti di avere dei momenti di svago; la  fuga dalla realtà almeno per un giorno, in quanto si vive un ambiente che non è quello quotidiano; il livello estetico,  dato dall’ambiente che caratterizza e circonda i caseifici agricoli. È ovvio però che l’esperienza non può venire da sola, bisogna essere dei professionisti ed essere aiutati e supportati da professionisti di vari ambiti. Fare un ottimo prodotto non significa infatti essere anche capaci di accogliere in maniera adeguata turisti sul territorio. È per questo motivo, sottolinea il Professor Cavicchi, che cerchiamo di metterci insieme e far sì che tutti possano apportare un piccolo contributo verso un tipo di sviluppo che sia realmente sostenibile, che sia realmente attento ai bisogni dell’uomo e alle esigenze del territorio e dell’ambiente dove siamo.

L’Open Day: un ottimo esempio di collaborazione

L’evento, organizzato con il contributo degli studenti dell’Unimc, si colloca in un percorso avviato negli ultimi anni dall’Università di Macerata per ridurre il gap di conoscenza tra università, territorio, comunità locale e imprenditori. Come evidenzia il Professor Cavicchi, l’esistenza di 7000 sagre in tutta Italia, di centinaia di Città dell’Olio e di Città del Vino, di più di 500 Denominazioni di Origine per i vini e più di 300 Denominazioni di Origine per i prodotti alimentari non basta per promuovere lo sviluppo territoriale. C’è bisogno di mettere tutti questi elementi a sistema, di trovare sinergie sul territorio seguendo quello che è lo schema a quadrupla elica. L’evento dei Caseifici Agricoli diventa quindi paradigmatico per quanto riguarda lo standard di azione e lo standard di lavoro per un Paese come l’Italia che è ricchissimo di produzioni agroalimentari di qualità.

Come emerge quindi dall’intervista al Professor Cavicchi, l’Open Day è una grande opportunità per i consumatori, per le aziende, e in generale per tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni pubbliche a quelle private. Inoltre, l’iniziativa si sta allargando ed evolvendo in maniera positiva:  tra la prima e la seconda edizione c’è stato un incremento di aziende interessate e attraverso associazioni di categoria si sta arrivando anche all’organizzazione di un evento a livello europeo. Sotto questo aspetto,  gli accordi internazionali che ha l’Università, in questo caso di Macerata, con le università straniere possono incrementare e favorire questo dialogo.

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