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Il Verbano Cusio Ossola di allevamenti, formaggi, alpeggi, ai tempi del Sars-CoV-2

Nella notte tra il 7 e l’8 marzo il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte firmava il decreto anti Coronavirus che dichiarava zona rossa tutta la Lombardia e 14 province tra cui il Verbano Cusio Ossola. Siccome non è mia competenza parlare di numeri di contagi, guariti, decessi, spostiamo l’attenzione verso gli effetti che questo Sars-CoV-2 sta provocando ai miei amatissimi caseifici, ma prima…

Verbano Cusio Ossola: famoso sconosciuto

Per chi non avesse mai sentito nominare questa provincia, nemmeno quando tutti i media la nominavano tra le 14 province, ecco alcune informazioni.

Il Verbano Cusio Ossola (VCO) è una provincia del Piemonte settentrionale incastonata tra Valle d’Aosta e Lombardia, è stata costituita nel 1992 scorporando 77 comuni dalla provincia di Novara. Dal 2019 comprende però 74 comuni per via della fusione di alcuni di essi. Il capoluogo è la città di Verbania, che affaccia sul Lago Maggiore. Nella provincia troviamo altri due laghi, d’Orta e di Mergozzo (sulle sponde del quale sono cresciuta), nonché numerosi fiumi e laghi minori. Facile capire perché viene chiamata anche provincia azzurra. Ma il VCO insieme a Sondrio e Belluno è anche una delle province montane d’Italia. Punto di forza dell’economia locale è il turismo, sia lacustre sia montano.

Ma i formaggi?

Il Verbano Cusio Ossola è rinomato principalmente per la produzione di formaggi d’alpeggio caratteristico della cultura gastronomica locale. Tra questi troviamo per esempio l’Ossolano d’Alpe, il Bettelmatt, la Toma del Mottarone, lo Spress

Recentemente, l’attività di giovani allevatori e di casari della provincia ha condotto anche a una buona ripresa della produzione di formaggi caprini, un tempo molto florida soprattutto nelle vallate Ossolane. Tra i prodotti caprini o misti capra di questa zona troviamo il caprino ossolano, gli zincarlin, la mascherpa, a cui si aggiungono le nuove sperimentazioni.

Arriviamo al dunque, cosa sta succedendo ai produttori di latte e formaggio del VCO con turismo, spostamenti e ristorazione a zero? La regione ha cercato di provvedere come può rispondendo la raccolta di latte e siero vaccini, ma capiamo che non è sufficiente e non può aiutare tutti.

La risposta di alcuni caseifici (e aziende agricole) al coronavirus

Alcune aziende agricole ossolane per mettersi a disposizione delle esigenze dei clienti e sostenersi a vicenda per cercare di contenere le perdite hanno creato una bottega virtuale in cui è possibile acquistare vini, formaggi, composte, mieli, salumi, tutti locali. La spessa viene poi recapitata a casa. Tra le aziende che hanno aderito troviamo:

Attivo da alcuni anni, ma ancora più attivo in questo periodo, è L’Alveare che dice Sì! attraverso cui  si mettono in contatto diretto produttori e consumatori. Chi intende acquistare si registra sul sito www.alvearechedicesi.it per fare la spesa online, acquistando i prodotti che si desiderano messi in vendita dai produttori locali che fanno parte del network. Solitamente un giorno a settimana il cliente si reca poi a ritirare la propria spesa al mercato dell’Alveare, ma vista la situazione sono attive le consegne a domicilio. A questa iniziativa hanno aderito:

Qualche testimonianza

L’Azienda Agricola La Noce di Pieve Vergonte dal 2016 è gestita da Veronica Falcioni, che non solo propone i suoi prodotti attraverso l’Alveare che dice sì, si è attivata anche con le consegne a domicilio. Se all’inizio ha trovato qualche difficoltà a causa della riluttanza di chi ancora non conosceva questa realtà, anche attraverso un po’ di pubblicità sui social e passaparola ora Veronica si stanca, ma si diverte, a consegnare in tutta la provincia.

Le difficoltà sono tante. Riuscire a conciliare tutto è impresa ardua, come difficile a volte è riuscire a trovare gli indirizzi dei clienti, ma consegnare a casa dà anche la possibilità di farsi conoscere personalmente. Senza dimenticare che è anche uno dei pochi rubinetti degli allevatori, che non possono bloccare la produzione di latte dei propri animali.

Se Veronica potesse fare un appello ai consumatori chiederebbe di non accantonare allevatori e produttori una volta che tutto questo sarà finito, di imparare a valorizzare i prodotti locali e di aiutare a farli conoscere. Anche la semplice condivisione di un post su Facebook può fare tanto.

Un consiglio per chi non ordina perché non se la sente di acquistare grandi quantità di latticini o si vergogna a spendere piccole cifre: coinvolgete anche i vostri vicini e fate un ordine collettivo.

L’Azienda Agricola Burki dal 2013 è gestita da Alessio, Cristina, Filippo e Silvia. L’azienda è dislocata su due sedi, una in Bassa Ossola e una a Macugnaga, ai piedi del Monte Rosa dove si trova l’Agriturismo Alpe Burki. L’emergenza Coronavirus li ha obbligati a chiudere la struttura ricettiva di Macugnaga perdendo così il canale di vendita su cui erano principalmente concentrati. Non potendo e non volendo comunque fermarsi, hanno però mantenuta attiva la sede di Piedimulera, in bassa Ossola. Hanno quindi attivato le consegne a domicilio e stanno partendo anche con le spedizioni, soprattutto verso Milano e Varese, dove risiedono molti dei loro clienti abituali. Hanno creato un Family Pack ad hoc composto da yogurt, formaggi e dolci, cui poter aggiungere anche altri prodotti.

Se potessero fare un appello ai consumatori innanzitutto ringrazierebbero di cuore chi li ha già scelti valorizzando così il loro lavoro sia in termini di valorizzazione umana sia di solidarietà locale. A chi ancora non li conosce chiederebbero di scoprire e scegliere le piccole realtà locali, come loro, che rappresentano sempre una testimonianza delle peculiarità e delle tradizioni territoriali. https://www.alpeburki.it/

A Calasca Castiglione si trova l’Azienda Agricola Madalù gestita dal 2014 da Damiano e Luca. I due fratelli si sono attivati con le consegne a domicilio. Le persone del posto sembrano apprezzare e non poco, chi non li conosceva si è subito innamorato dei loro prodotti. Da pochissimo hanno anche aperto il loro sito e-commerce, al quale stavano lavorando da qualche mese. Un sito pronto per arricchirsi presto con nuovi prodotti e collaborazioni ossolane. 

Da sottolineare è il grande gesto di solidarietà che Luca, Damiano e la compagna Alice hanno deciso di compiere donando dello yogurt a tutti i bambini di Calasca e al reparto di Medicina dell’ospedale San Biagio di Domodossola per portare un po’ di dolcezza in questo periodo difficoltoso. 

Tutto questo senza mai fermarsi né in allevamento e produzione né tanto meno con i lavori di costruzione della nuova stalla e uffici. Avevano in programma di entrarvi ai primi di maggio e di aumentare il numero dei capi, ma per via della situazione attuale non sarà possibile.

Se potessero fare un appello ai consumatori? Chiederebbero Dino dimenticare ciò che hanno scoperto ed imparato durante questa quarantena e di continuare a dare il giusto valore alle piccole realtà. Realtà come la loro che arricchiscono e danno nuova vita al territorio. https://www.madalu.net/

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