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Caseifici Agricoli open day 2020: alla ri-scoperta delle Aziende Agricole italiane

Da qualche anno stiamo vivendo un periodo di grande riscoperta dei prodotti caseari, merito di un cambio di rotta che vede in molte zone della Sicilia l’abbandono di una produzione casearia meramente quantitativa per lasciare spazio ad una sempre più evoluta qualità.

Le giornate open day, creano una nuova opportunità di sviluppo e condivisione per l’impresa agricola, legata ad eccellenze selettive e qualità dei prodotti, al fine di consolidare il rapporto con gli appassionati degustatori di nicchia e non.

Accrescere la cultura del formaggio e portarla agli stessi livelli di dignità dell’enologia, è compito di chi gestisce il caseificio. Prioritario, in quest’ottica, diventa il veicolare all’avventore tutto ciò che caratterizza un territorio: la cultura, la storia, le tradizioni, i mestieri, il paesaggio, l’ambiente ma soprattutto la capacità di trasmettere i valori rurali, l’ospitalità di una regione generosa ed accogliente, il rispetto per la natura, gli animali e la campagna, il piacere di consumare i prodotti sani e genuini del territorio, il ciclo del tempo e delle stagioni.

L’azienda agricola

Questo il mood dell’azienda agricola “Mignacca”, a Catenanuova (EN), produttrice di formaggi, allevatrice di più di settecento capi bovini con vacche modicane e cinisare linea carne vitello, cento suini e circa trenta capi tra cavalli e asini.

I figli proseguono la tradizione dei genitori, ormai ottantenni, ma che non si fermano nonostante gli anni di lavoro impegnativi, ma colmi di amore e di passione per la terra e su una terra, benedetta dal clima, che ti chiede tanto ma che, altrettanto, sa ripagarti, ogni giorno.

Produzione

In azienda vengono prodotti degli ottimi formaggi della tradizione siciliana, risultato delle sostanze organolettiche del terreno che creano condizioni ideali per l’alimentazione dei capi di bestiame, per la flora tipica intrinseca del territorio che ne caratterizza il peculiare odore, sapore ed il colore dei formaggi, per la tipologia di allevamento delle pecore, in particolar modo della razza autoctona “pinzirita”, e, in ultimo, but not last, il clima, fanno sì che siano prodotti unici e irripetibili in altre parti d’Italia.

Dalla rottura della cagliata si forma la pasta per la provola che viene fatta acidificare per ventiquattro ore; trascorse le quali, viene tagliata a liste e lavorata con la scotta, cioè il siero residuo dalla lavorazione della ricotta; la tuma, risultato della rottura del latte di pecora con caglio viene messo in scotta per tre-quattro ore e poi viene acidificato per circa 10 giorni e successivamente viene messo in salamoia, che può essere sia a secco che con acqua e sale.

Il tempo della salamoia è direttamente proporzionale al peso della forma di formaggio, un kg, ad esempio, sta in salamoia per ventiquattro ore.

Parliamo di formaggi a latte crudo che hanno delle particolari caratteristiche organolettiche e gustative, ed importanti proprietà nutrizionali, sempre nel massimo rispetto della sicurezza alimentare, assicurata dai numerosi controlli da parte dell’ ASL, che le norme igieniche vengano rispettate e gli animali siano in perfette condizioni di salute.

Il pascolo è un fattore molto importante poiché varia la percentuale di proteine e di grassi, e la natura stessa del grasso: più gli animali sono liberi di pascolare, più grasso sarà il latte che produrranno.

Al contrario, se allevati in stalla e nutriti con mangimi secchi derivati o fieni, il latte sarà povero di grassi.

L’azienda agricola Mignacca permette ai suoi visitatori di assistere alla dimostrazione delle fasi della lavorazione dei prodotti caseari, la visita degli animali, la mungitura del latte, una giornata a contatto diretto con la natura,  degustare ed acquistare i prodotti a km zero.

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