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Alpeggio e Turismo / prima parte

Il sistema tradizionale dell’alpeggio è via via divenuto negli anni oggetto di crescente interesse per molteplici attività turistiche. Dalle visite organizzate e accompagnate privatamente da Guide escursionistiche alle feste popolari legate al calendario delle transumanze (carico e scarico degli alpeggi), a eventi ricorrenti promossi direttamente da enti e consorzi pubblici sul modello francese degli Alpages ouverts come le Giornate dell’alpeggio, Latte in festa, etc. Spesso gli stessi eventi nascono già dalla compartecipazione di molteplici soggetti, sia pubblici che privati, profit e non profit (produttori, Enti locali, operatori turistici, ecomusei, Parchi, organizzazioni sportive) tutti concordi nell’attribuire alla realtà dell’alpeggio una valenza turistica di rilievo in grado di attrarre tipologie anche distinte di pubblico non più, o non solo, circoscritto alla dimensione locale.

Al di là della grande differenza di contenuti, obiettivi, protagonisti dei vari eventi è comunque interessante porre qui in evidenza i motivi che ne muovono le intenzioni di fondo e ne suggeriscono ulteriori sviluppi e potenzialità. Vediamone i due principali:

1) Turismo rurale come turismo culturale: se per lo più l’immagine turistica delle alpi è stata storicamente veicolata da significati forti e pratiche ben definite (attività sportiva e contemplazione naturalistica) oggi s’assiste invece al progressivo imporsi d’un turismo rurale in grado di ricercare e apprezzare valori locali. Si tratta d’un turismo interessato alle tradizioni e alle diversità culturali, attratto dalle peculiarità regionali.

2) Turismo rurale come turismo dell’autentico: la richiesta d’autenticità cresce in dissonanza rispetto al turismo di “massa” dove la qualità dell’esperienza è per lo più veloce, superficiale, standardizzata, replicabile, delocalizzabile. Al contrario, il turismo dell’autentico chiede una qualità dell’esperienza non futile, non evasiva, ma densa e permanente. Un’esperienza, cioè, capace d’integrare in sè acquisizione di contenuti, concretezza, immaginazione e nuove socialità.

Di fronte a queste tendenze mi sembra che la realtà dell’alpeggio possa ambire a diventare l’elemento cardine in grado di favorire un diverso sviluppo dei territori alpini, e specialmente di quelli meno compromessi dall’industria turistica di massa.

La condizione necessaria perché ciò possa avvenire è che l’alpeggio si promuova e si proponga come elemento attrattivo facilmente integrabile in un’offerta composita e coerente che comprenda cultura dell’ospitalità, benessere, ecologia, enogastronomia, attività fisica, cultura e didattica sperimentale.

© Luigi Ranzani

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